Una porta verso l’infinito

Una porta verso l’infinito

La prima volta che ho visto le bottiglie di Aura Soma avevo 12 anni, mi trovavo a Osho Ko Hsuan School e ricordo che rimasi folgorata dalla bellezza di tutti quei colori insieme. Ne acquistai 3 e me le tenevo strette strette, mettendole sotto il cuscino, senza consentire a nessuno di toccarle. Non sapevo esattamente di cosa si trattasse, ma a istinto erano per me qualcosa di prezioso. Passarono gli anni e un giorno, durante un festival, mi ritrovai faccia a faccia con l’intero set di Aura Soma e rimasi nuovamente folgorata. La mia attrazione verso il mondo dei colori fu talmente forte che decisi di intraprendere il percorso di formazione di consulente Aura Soma con Talasi. Ricordo che al primo corso che feci mi sembrò di entrare in una fiaba dove ogni cosa era perfetta e aveva un suo perché. Ebbi un’esperienza concreta del fatto che siamo fatti di un corpo fisico, ma anche di una materia energetica più sottile che ci circonda.
Amo il sistema Aura Soma perché è completo e si prende cura di tutti i nostri campi: fisico, elettromagnetico, eterico e astrale. Attraverso lo studio di questo sistema ho avuto e ho l’opportunità di imparare tanto, perché all’interno del sistema si racchiudono tanti mondi: quello della cabala, dei tarocchi, dell’astrologia, dei cristalli, delle piante, degli angeli, della numerologia e tanto tanto altro ancora. Ho sempre trovato questa ricchezza di argomenti estremamente interessante, poiché è come se attraverso le bottiglie tutto è collegato e può essere spunto di approfondimento a seconda dei propri interessi. Inoltre le bottiglie colorate possono essere una fonte d’ispirazione artistica in tante forme: dipinti, poesie, sculture… Anche in cucina mi sono ritrovata a fare gli accostamenti di colore delle bottiglie, osservando se il colore influiva anche in questo modo e il riscontro è stato positivo.
Non è mai semplice spiegare a parole che cosa sia Aura Soma, piuttosto è da sperimentare con una sessione individuale, con l’utilizzo di una bottiglia Equilibrium, di un Pomander o di una Quintessenza. È cosi che mi sono innamorata di questo sistema, utilizzandolo e sperimentando i vari prodotti. Ogni volta che ho l’occasione di dare una sessione individuale o di fare una presentazione ecco che si attiva qualcosa, come delle luci su un palcoscenico e tutto accade. Le bottiglie prendono luce a seconda di chi le sceglie e il mio compito in quanto consulente è proprio quello di facilitare la persona a trovare il suo punto di forza e i suoi doni che molto spesso non sono riconosciuti.
Le bottiglie si possono quindi definire come lo specchio luminoso svelato attraverso la consapevolezza.
Per me il percorso Aura Soma è strettamente connesso alla meditazione, perché senza il silenzio sarebbe tutto molto più mentale e rimarrebbe a uno strato più superficiale. Connesso alla meditazione e quindi alla consapevolezza ecco che acquisisce tutt’altro gusto e diventa più “vero”. Inoltre la meditazione, in particolare le tecniche attive create da Osho portano a un radicamento nel corpo, cosa altrettanto importante per poter accedere a sfere più eteriche. Del resto anche noi esseri umani siamo un po’ come le piante: per andare verso il cielo abbiamo bisogno di radici profonde.
Ogni volta che mi avvicino alle bottiglie sento un’immensa gratitudine per Vicky Wall, colei attraverso la quale il sistema si è manifestato, per Talasi, la mia insegnante durante la formazione, che mi ha trasmesso con infinita generosità tutto il suo sapere e la sua esperienza donando fiducia alle mie intuizioni, e per tutti quelli che lavorano affinché questo sistema possa essere ancora così vivo e dinamico.
Il mondo dei colori ci circonda in ogni dove, è una porta verso l’infinito e verso la Luce, basta solo lasciarsi permeare e tutto il resto accade da sé…
Lo scorso Giugno ho avuto la fortuna di poter andare a Devaura, il luogo che ospita seminari per la formazione di Aura Soma e per la crescita interiore. È situato a Tedford, nel mezzo del Lincolnshire, nella campagna inglese, e la sensazione che si ha quando vi si arriva è quella di entrare in un altro mondo, un po’ tipo quello di Harry Potter… La casa è stata scelta da Vicky Wall, la fondatrice del sistema Aura Soma, dapprima come sua casa personale e poi in seguito è diventata la sede Aura Soma, con il nome Devaura che significa “Casa della Luce”. Sono stata a Devaura in occasione del Bridge, un seminario che conclude la formazione da consulente a 360 gradi. A far parte di questo gruppo eravamo 18 italiani e più o meno lo stesso numero di giapponesi. Un mix decisamente interessante, perché ha permesso lo scambio e l’interazione con un’altra cultura. Oltre a incontrare nuovi amici, la cosa che ho trovato estremante bella è stata di poter incontrare colleghi e consulenti italiani, con cui scambiare punti di vista e opinioni in merito al proprio lavoro e chiarire dubbi e perplessità. E c’è stata anche la possibilità di ritrovare vecchi amici e condividere momenti molto belli. Siamo stati a Devaura 6 giorni, immersi in un’atmosfera protetta, amorevole e meravigliosa. Trascorrere queste giornate insieme è stata come dicevo in primis una bella opportunità di scambio che ha aperto le porte a eventuali collaborazioni future.
È stato chiaro più che mai che è l’unione a fare la forza e che la parola chiave per poter crescere sempre di più è COOPERAZIONE, per la nostra evoluzione e per l’Uomo Nuovo.
Ma che cosa significa cooperare? “Operare insieme con altri, contribuire con l’opera propria al conseguimento di un fine: c. al buon esito di un’impresa; c. al progresso degli studi; c. con gli enti locali. Ha sign. più generico e più astratto di collaborare”. (cit. da dizionario Treccani)
Per cooperare a mio avviso, è necessario riconoscere negli altri i talenti e i doni e, nel momento in cui sono stati riconosciuti, farne tesoro. Ogni persona ha i suoi doni e nel momento in cui impariamo a riconoscere i doni degli altri li possiamo unire ai nostri, arricchendo così la nostra realtà e il mondo che ci circonda.
Poter metter al servizio il proprio talento ci fa sentire realizzati, appagati e utili, per questo è importante condividerlo il più possibile. Riconoscerlo non è sempre cosi ovvio, perché di solito i talenti si mostrano in modo naturale e spontaneo e non si fa fatica a esprimerli. A volte li diamo per scontati, ma è proprio quando siamo in linea con essi che siamo felici e gioiosi perché in realtà stiamo esprimendo ciò per cui siamo venuti su questa Terra.
Tornando quindi ai giorni passati insieme alle mie amiche-colleghe a Devaura, ho avuto modo di osservare come ad esempio la stessa bottiglia era descritta in modo totalmente diverso da ognuna di noi e tutte le descrizioni erano assolutamente calzanti. La visione di ognuna ci ha arricchito, integrando magari informazioni o punti di vista che non conoscevamo. Immaginate cosa sarebbe il mondo se anziché la competizione ci fosse la cooperazione… Un mondo fatto di persone propositive che si sostengono a vicenda dando luce e forza a progetti meravigliosi per lo sviluppo e la sostenibilità del mondo! In parte questo sta già accadendo, ci sono molte piccole realtà che agiscono già in questa nuova visione.
La cooperazione è connessa all’ascolto delle altre persone e all’espansione del proprio piccolo giardino, cooperare significa anche unire mondi e visioni che altrimenti rimarrebbero isolati.
Questa visione d’insieme è particolarmente rilevante quando si è in realtà collettive dove diventa impossibile fare tutto da sé, allora ecco che si impara a delegare e cooperare riconoscendo le persone più adatte per una cosa piuttosto che un’altra. Possiamo infine descrivere la cooperazione come un insieme di tantissime goccioline ( gli esseri umani) che insieme affluiscono in un unico grande Oceano sconfinato, dando cosi vita a qualcosa di più ampio e vasto.

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